Fidanzata per avere detrazione fiscale

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Legge sulle unioni civili spetta anche al convivente?

 

La detrazione fiscale prevista per il coniuge a carico non può essere estesa al convivente, anche se il suo reddito non supera la soglia di 2.840,51 euro, limite di reddito considerato valido perché un familiare sia considerato fiscalmente a carico.

Questo, nonostante la recente entrata in vigore della cosiddetta Legge sulle unioni civili [1], che ha regolamentato non solo l’unione tra persone dello stesso sesso, ma anche diversi aspetti della convivenza di fatto: la normativa, in effetti, prevede che le disposizioni che si riferiscono al matrimonio, o contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, si applicano a ognuna delle parti dell’unione civile, ma non dice nulla riguardo alle parti di una semplice convivenza di fatto more uxorio.

La legge, dunque, non prevede alcuna detrazione per il convivente a carico, anche se gli interessati sono, alla pari dei coniugi e dei componenti di un’unione civile, due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso comune: la detrazione fiscale è riconosciuta ai soli soggetti legati da rapporti familiari precostituiti

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La detrazione fiscale spettante per il coniuge o per il componente dell’unione varia in base al reddito del contribuente che ha il soggetto a carico. In particolare, a seconda della fascia di reddito di appartenenza, la detrazione si calcola in questo modo:

  • reddito da 1 a 15.000 euro; la detrazione teorica spettante è pari a 800 euro; la detrazione effettiva si calcola con la seguente formula:
  • 800 – [110x (reddito complessivo : 15.000)];
  • reddito da 15.001 euro a 29.000 euro: la detrazione spettante è pari a 690 euro;
  • reddito da 29.001 euro a 29.200 euro: la detrazione spettante è pari a 700 euro;
  • reddito da 29.201 euro a 34.700 euro: la detrazione spettante è pari a 710 euro;
  • reddito da 34.701 euro a 35.000 euro: la detrazione spettante è pari a 720 euro;
  • reddito da 35.001 euro a 35.100 euro: la detrazione spettante è pari a 710 euro;
  • reddito da 35.101 euro a 35.200 euro: la detrazione spettante è pari a 700 euro;
  • reddito da 35.201 euro a 40.000 euro: la detrazione spettante è pari a 690 euro;
  • reddito da 40.001 euro a 80.000 euro: la detrazione teorica spettante è pari a 690 euro; la detrazione effettiva si calcola con la seguente formula: 690 x [(80.000 – reddito complessivo) : 40.000].

Detrazione spettante per parte dell’anno

L’importo della detrazione deve essere poi rapportato ai mesi effettivi durante i quali il coniuge, o il componente dell’unione, è stato a carico, considerando che è considerata come mese intero qualsiasi frazione di mese: ad esempio, se il contribuente si è sposato o unito civilmente nel mese di settembre dell’anno considerato, l’importo della detrazione andrà diviso per 12 (mesi) e moltiplicato per 4 (mesi di spettanza della detrazione, cioè settembre, ottobre, novembre, dicembre).

Lo stesso procedimento si deve applicare in caso di separazione. Se il contribuente si separa nel mese di giugno, il coniuge potrà essere considerato a carico per 6 mesi (da gennaio a giugno compreso in quanto i mesi di matrimonio da considerare sono 6, anche se durante uno di questi mesi il matrimonio è cessato).

Non ha rilevanza, invece, il giorno dell’anno in cui viene superato il limite per la vivenza a carico, cioè i 2.840,51 euro: anche se la soglia di reddito è superata il 31 dicembre, il coniuge o componente dell’unione non è considerato a carico per l’intero anno; eventuali detrazioni fruite in usta paga vanno dunque restituite in sede di conguaglio o di dichiarazione dei redditi.

Fonde: https://www.laleggepertutti.it/145715_convivente-a-carico-spetta-la-detrazione-fiscale

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Turgut K.

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